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I testi

Scrittori importanti come Dacia Maraini, Michele Serra e Fernanda Pivano, solo per citarne alcuni, hanno speso parole lusinghiere per i testi dei Fabularasa. Una scrittura estremamente personale quella di Luca Basso (lo "scrittore che canta" come hanno scritto alcuni), che per i Fabularasa sceglie temi diversi: brani di ispirazione civile (Fiorile - Premio Recanati 2005, Al safar, Allende" - Premio Amnesty 2004), momenti pił intimi di introspezione e ricordo personale ("Il campo dei girasoli", "Case prostoghesi", "Lontano amore", "Diario di un seduttore"), riflessioni sulle comuni radici della cultura del Mediterraneo ("Dolenda Carthago" scritta a quattro mani con lo scrittore Stefano di Lauro), storie spensierate e leggere ("Una giornata serena").

D'AMORE E DI MAREA
Rabdomanza Il Regalo L'Oro del Mondo
Serenata della Controra Leggero Aria
Fiore di Vento Lunamare Majorana si imbarca sul postale
 
EN PLEIN AIR
Una giornata serena Allende Lontano amore
Il campo di girasoli Fiorile Dolenda Carthago
Al safar (romanzo meridiano) Case portoghesi Diario di un seduttore

 

Rabdomanza

Versi: Luca Basso.
musica: Leopoldo Sebastiani e Luca Basso.

Metti l'orecchio e ascolta
Se vuoi sentire il mare cantare,
Se vuoi sentire il romanzo del tempo
col tempo cambiare.
Partire da levante
per rubare il Santo
Oltre le onde di nuvole e pianto,
In questo campo di lacrime e vento,
Per un disegno politico, un sogno mitico,
bisogno mistico d'innocenza: rabdomanza.

Metti l'orecchio e ascolta
Se vuoi sentire il diavolo in gola
dei cantastorie di Mola,
le memorie del sale,
I contrabbandi albanesi,
Storie disperse in mare
E le straniere distese al sole
E gli scongiuri del viaggiatore.
Nella canzone di Omero le preghiere del Vlora
Come speranza di speranza: rabdomanza

Metti l'orecchio e ascolta
Se vuoi trovare la via del ritorno,
Se vuoi vedere la luce del giorno,
La luce del sole
Che benedice il cammino
E fa crescere il pane
E riempie le piazze africane di mani
E divide il giusto dal bene
E la meta dal fine e il veleno dal miele,
La siccità e fa l'abbondanza: rabdomanza.

Un equipaggio senza coraggio né disciplina non si ammutina.
Un popolo senza coscienza, senza speranza non si rivolta.
Ricercare con pazienza nella stanza dell'esperienza,
Rapsodia di rimembranza: rabdomanza

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Il Regalo

Liberamente ispirato alla lettera scritta da Giuseppe Di Vittorio al Conte Pavoncelli il 24 dicembre 1920.

Versi: Luca Basso.
musica: Marcello Colaninno e Vito Ottolino.

Gentile principale, stamattina
Mi hanno portato a casa il suo regalo:
Un cesto pieno d'ogni ben di Dio,
Mandorle dolci, vino, frutta di stagione.

Ora, non pensi che non colga al sommo grado
la gentilezza d'un si nobile pensiero,
la cortesia che certamente lo ha ispirato
e la ringrazio, ma devo rifiutare.

Lo so che non l'ha fatto in malafede
E che non pensa di comprare il mio favore,
Ma i miei compagni che non hanno da mangiare
Lo potrebbero pensare …

Arriva l'alba sulla piazza desolata
e piano si radunano le squadre:
cento sbadigli, cinque tocchi di campane,
una colonna (lenta)dietro il caporale.

Che non si dica che maneggio col padrone
Quando trattiamo il prezzo del lavoro,
I miei compagni che non hanno da mangiare
Lo potrebbero pensare.

Non è soltanto una questione di coscienza,
di diffidenza, di tutela del buon nome:
la politica è una pratica d'onore,
lei mi capisce, non uso altre parole.
Distintamente la saluto

A mezzogiorno picchia il sole sulla nuca,
il soprastante viene al campo a sorvegliare,
i contadini asciugano la fronte,
stringono i denti, abbassano la schiena

In questo purgatorio di sudore …
Viene il tramonto sopra i cumuli di grano,
arrivo io con gli scarponi da lavoro,
i contadini asciugano la fronte,
mi guardano negli occhi,
mi stringono la mano …

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L'Oro del Mondo

Versi: Luca Basso.
musica: Vito Ottolino, Leopoldo Sebastiani, Luca Basso.

Ha l'animo sensibile e gentile di un poeta,
pare che pulisca le sue dita dentro l'acquaragia.
È lui che porta l'anima per mano, è lui che suona piano
al pianoforte la sua parte ad arte, come sia non so.
Dicono che sia davvero bravo,
però quando saluta non capisco mai che cosa dice …

È lui che specialmente quando è sera
si diverte ad inquinare con l'inchiostro i fiumi e le fontane,
lo vedi stare ore ed ore a interrogare il mare,
lo vedi camminare in mezzo al cielo senza alcun pensiero,
(ha una) resina serena sopra il cuore
e in fondo agli occhi un piccolo dolore …
E il mare se ne innamorò.

Non gli basterà l'oro del mondo, non gli salverà la vita,
non la troverà la strada fino a noi.
Lui si porta via l'oro del mondo,
lui si porta via la piccola scintilla gialla di felicità.
Di felicità …

Lunatico e lunare, quando canta guarda altrove,
cosa vuole? Levantino, mestatore, cuorleggero !
Chi lo sa se veramente non ci prende tutti in giro
quando passa, mascherato da se stesso, muto in mezzo al chiasso
con le tasche piene di parole
e infondo agli occhi quel piccolo dolore …
E il mare se ne innamorò.

Non gli basterà l'oro del mondo, non gli salverà la vita,
non la troverà la strada fino a noi.
Lui tiene per sé l'oro del mondo, inventa favole d'amore, sì,
ma intanto non ci dice come fa.
Non ci dice come fa …

Secoli d'avventura dentro alle righe di una canzone,
numeri d'alta scuola con le parole, però
l'acrobazia più dura rimane vivere la vita vera:
quando finisce un giorno che cosa resta?

Non gli basterà l'oro del mondo, non gli salverà la vita,
non la troverà la strada fino a noi.
Lui tiene per sé l'oro del mondo,inventa favole d'amore, sì,
ma intanto non ci dice come fa.
Non gli basterà l'oro del mondo, non gli salverà la vita,
non la troverà la strada fino a noi.
Lui si porta via l'oro del mondo,
lui si porta via la piccola scintilla gialla di felicità.
Di felicità…

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Serenata della Controra

Versi: Luca Basso.
musica: Marcello Colaninno.

Bell'amore capelli neri schiudi gli scuri
a questo filo di luce,
a questo filo incerto di poca voce

che s'arrampica e lucertola tra i gerani
per chiederti d'ascoltare le mie ragioni,
per chiedere un'elemosina di sorriso.

Bell'amore capelli neri schiudi un sorriso
al comizio pomeridiano delle cicale,
alla musica romantica dei limoni,
visto che il cielo, come dico, non rimane
e questo giorno così sereno, per noi non passa di meno…

Serenata della controra, senza una briciola di poesia
io sono qui, se tu mi vuoi.
È una canzone di poche righe, non vale il bene che tu mi fai,
ma sono qui, se tu mi vuoi. Se tu mi vuoi …

Bell'amore scusa i miei modi da villano
e la curva spericolata dell'intenzione,
l'impazienza delle mie mani sulla tua schiena,
ma le carezze non conoscono educazione
e questa penombra mi sembra notte senza luna …

Serenata della controra,
senza una briciola di poesia io sono qui, se tu mi vuoi.
Conserva un poco del mio calore, che per dicembre ti servirà,
fidati un poco di me. Un po' di me…

Ti tengo stretta, scusa se ho fretta, se non aspetto,
ma non è detto che venga notte.

Serenata della controra,
senza una briciola di poesia io sono qui, se tu mi vuoi.
Questa canzone di poche righe
col primo vento si perderà
ma sono qui, se tu mi vuoi. Se vuoi …

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Leggero

Versi: Luca Basso.
musica: Vito Ottolino, Luca Basso.

Questa mia giornata nasce profumata
Di fiori bianchi e giovani passioni:
Piccola cosa lascia che ti baci ancora …

Ho interrogato una margherita
fatta di soli petali dispari,
so a memoria la regola e l'errore
e abito in un abito leggero e vivo sotto il cielo.

Cielo disteso, senza pretese, senza il peso di un paradiso:
filo di vento e voli di rondini veloci,
ordito di vento e trama di rondini viaggiatrici: cosa ne dici?

Guarda negli occhi miei questa fortuna di amare e vivere
Piccola vanità di questo cuore in pace
Guarda negli occhi miei questa fortuna di amare e ridere
Zefiro d'allegria su questo cuore in pace
Niente è già deciso per noi. Niente è già deciso per noi.

Acqua di un temporale in primavera,
Luce dopo una notte di miniera
Piccola cosa lascia che ti baci, ancora..

Ora che vieni a leggermi nel cuore
Il movimento libero del mare
Vedi che abito in un abito leggero
e vivo sotto il cielo.

Cielo sereno, arcobaleno che lega spirito e terreno:
soltanto un canto e voci di rondini veloci,
ordito di canto e trama di rondini felici: cosa ne dici?

Guarda negli occhi miei questa fortuna di amare e vivere
Piccola vanità di questo cuore in pace
Guarda negli occhi miei questa fortuna di amare e ridere
Zefiro d'allegria su questo cuore in pace
Niente è già deciso per noi. Niente è già deciso per noi.

Funambolo incerto sul filo si ferma e guarda il panorama:
"Straziante, meravigliosa bellezza, misteriosa ebbrezza …"

E chi gli chiede come faccia a non tremare lo vede ridere di commozione:
"L'amore del mio amore domattina è la mia buona ragione"

Guarda negli occhi miei questa fortuna di amore e musica …
Niente è già deciso per noi. Niente è già deciso per noi …

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Aria

Versi: Luca Basso.
musica: Leopoldo Sebastiani, Giuseppe Berlen, Luca Basso.

Ascolta, sta passando il temporale,
profumo di sereno,
sereno d'avvenire avverrà.

Ascolta come cambiano le cose,
cosa cantano le rose,
d'improvviso l'avvenire arriverà.

Musicazzurra nell'aria corre,
soffia negli occhi dischiusi
la vita nuova.

Un popolo che respira:
la storia che gira,
l'aria che tira …

Aria dentro le vele, sotto le ali d'un'utopia.
Vento di movimento, libero canto, libera via.

Piccolo amore, la vita è amara
tienimi compagnia
Fatti vedere, fatti toccare,
lasciami fare il comodo mio

Aria turchina questa mattina passa vicino a me
Anima bizantina, trama zecchina fumo di tè.

Aria pulita passa la vita limpida davanti a noi:
senza timori, senza pudori prendine quanta ne vuoi.

Aria dentro le vele, sotto le ali d'un'utopia.
Vento di movimento, libero canto, libera via.
Aria dentro le vele, sotto le ali d'un'utopia.
Vento di movimento, libero canto, libera via.
Vento di movimento, libero canto, libera via.
Vento di movimento, libero canto, libera via.

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Fiore di Vento

Versi: Luca Basso.
musica: Leopoldo Sebastiani, Luca Basso.

Le ore della sera arrivano dal mare
Per illuminare il minareto
E ogni notte ha la sua storia,
Come ogni storia il suo minuscolo segreto.

Ho letto la tua lettera parola per parola,
ho visto la tua fotografia
e ho pianto nel vederti così bella
e così sola.

Tu piccolissimo fiore di vento, istante d'un giorno di sole.
Tu piccolissimo cuore d'argento l'incanto ti chiama per nome.
Quale malia t'innamora? Quale sole ti sfiora?

Quale malia t'innamora? Quale sole ti sfiora ?

L'amaro della sera, il livido del mare,
la vita sconosciuta dei soffioni:
ogni tramonto ha la sua luna,
come ogni storia il suo minuscolo segreto.

Lo sguardo si richiude,
frantumi di pensieri disseminano pagine di sale:
ho pianto nel saperti così bella
e così cresciuta.

Tu piccolissimo fiore di vento, istante d'un giorno di sole.
Tu piccolissimo cuore d'argento l'incanto ti chiama per nome.
Quale malia t'innamora? Quale sole ti sfiora?
Ora?

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Lunamare

Versi: Luca Basso.
musica: Leopoldo Sebastiani, Luca Basso.

Scusa se lascio solo poche righe,
scusa se non ti parlo di persona,
credimi: non è vigliaccheria.

È stato amore unico e totale,
una passione che non conoscevo,
un rapimento mistico e sensuale,
ti ho dato tutto quello che potevo.
Era una barca dentro al temporale,
ma poi quella tempesta si placò..

Vita di vento, vento di ventura
e questa libertà che mi cattura:
il mare mi rapiva alla deriva,
dentro la sera il buio mi portò.

Furono baci e furono sorrisi
nella violenza brusca dei marosi,
il misterioso incanto che ci unì.

Poi, quando diradarono le nubi
e quando il cielo ritornò sereno,
venne quella vertigine nel cuore:
amore che non ti amo amor perdona
scusa se non ti parlo di persona,
credimi: non è vigliaccheria.

Canto d'amore amore di fortuna
E questa libertà che m'imprigiona,
il mare mi rapiva alla deriva,
dentro la sera il buio mi portò.

Cuore gabbiano voce di sirena
e questa libertà che m'incatena,
il mare mi rapiva alla deriva,
dentro la sera il bio mi portò.

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Majorana si imbarca sul postale

Versi: Luca Basso.
musica: Marcello Colaninno e Vito Ottolino.

Ecco: il porto si allontana,
Palermo accende i suoi segnali e spezza il filo bianco della scia
Io un'altra volta arrivo prima alla soluzione,
ma quest'acqua di veleno che ancora porto in mano non è mia.

E sola non conosco la formula chimica dell'innocenza,
l'acqua pesante che pulisce la coscienza e l'intelligenza.

Ora chiudo gli occhi: cerco la sera che mi basta per domire,
per diventare il mare …

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Una giornata serena

Versi: Luca Basso.
Musica: Vito Ottolino, Luca Basso

L’anziano romanziere si porta a spasso sul lungomare:
“Luce dal sole acqua dalle rose,
questa mattina voglio stare bene !”

La signorina mostrava una vita spericolata
e il diabolico movimento del suo pur giovane sentimento
non era difficile immaginare.

Lui guardò dritto negli occhi quei fianchi
e pensò di volerli accompagnare.

Cosa mi fai, cosa mi fai bella sirena
Che socchiudi gli occhi mentre mi sorridi?
È una carezza la fantasia, è audace il gioco della fortuna
in questa magnifica giornata serena.

“Stilla di brina stella marina dove vai?”
“Vado a mordere il centro della vita,
a vedere il mondo, a scegliermi il destino.”

“Ovunque andrai che il cielo accompagni e benedica
la danza allegra del tuo passare, il tuo profumo di gioventù
per una lunga strada.

E siano cuori da innamorare
e sia romanzo da raccontare…”

Cosa mi fai, cosa mi fai bella sirena
Che socchiudi gli occhi mentre mi sorridi?
È una carezza la fantasia, è audace il gioco della fortuna
in questa magnifica giornata serena.

Cosa mi fai, cosa mi fai bella sirena
Che socchiudi gli occhi mentre mi sorridi?
È una carezza la fantasia, è audace il gioco della fortuna
in questa magnifica giornata serena,
in questa magnifica giornata serena,
in questa magnifica giornata … serena.

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Allende

Versi: Luca Basso.
Musica: Marcello Colaninno, Poldo Sebastiani, Luca Basso.

Per le strade, fino a ieri insanguinate,
adesso giocano i bambini
e in cielo, dopo il fumo dei fucili,
ora si vedono i gabbiani.
Un tempo avrei ceduto alla paura, ora non più.

Ché il mio paese è un bimbo
che impara a camminare
a passi incerti sulla sabbia
sulla riva deserta del mare:
ne sono fiero.

Io non lo so se la mia strada era segnata,
Certo era l’unica che conoscevo.
Io non lo so se la mia strada era segnata,
Ma è stato come per quel legno
che si svegliò violino.

Una voce lacrimogena
canta a uno spasimo di fisarmonica
La faccia intenta dei danzatori
disegna il bilico d’una pavana.

No, per favore per me né lacrime né fiori,
ho solo letto lo spartito della vita
a prima vista, tutto d’un fiato,
come veniva: un obbligato, un ostinato...

E non lo so se la mia strada era segnata,
Certo era l’unica che avrei voluto
Io non lo so se la mia strada era segnata,
Ma è stato come per quel legno
che si svegliò violino.

Io non lo so se la mia strada era segnata,
Ma era la strada di quel vento
che mi svegliò destino…

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Lontano amore

Versi: Luca Basso.
Musica: Marcello Colaninno, Luca Basso.

Passa il tempo,
Si consumano gli steli dell’incenso
E io, di queste sere, faccio pensieri scuri
E densi come fumo.

Ti ricordi
Delle ore dell’amore di nascosto? Sottovento?
Io non mi pento.

Tarda la notte dentro le mie stanza
Che furono per te prigione e approdo,
la dolce sera.

E ora,
che le mie braccia perdono
memoria dei tuoi fianchi,
ora che è tardi come mi manchi.

Lontano amore: un ritratto fatto sul vapore,
una storia di pochissime parole
Lontano amore:un ritratto fatto sul vapore,
una storia di pochissime parole
Lontano amore.

Passa il tempo,
Si consumano nel fuoco i sentimenti
E sono giorni duri e desideri.

E non ritornano le tue vertigini, le tue risate d’oro
Che furono per me ferita e cura,
la dolce sera.

E ora,
che le mie labbra perdono
memoria del tuo viso,
la porta resta chiusa.

Lontano amore: un ritratto fatto sul vapore,
una storia di pochissime parole
Lontano amore:un ritratto fatto sul vapore,
una storia di pochissime parole
Lontano amore.

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Il campo dei girasoli

Versi: Luca Basso.
Musica: Poldo Sebastiani, Luca Basso.

Quale bellezza semina il campo dei girasoli,
insinuando la leggerezza sentimentale?
Il mio pensiero è una bottiglia, è una candela,
Tanto per ora non piove…

La solitudine di questi giorni della mia vita
è ricompensa per la passata confusione:
anche il silenzio ha una sua musica misteriosa,
ma se la cerchi non suona

Vita generosa mia luminosa promessa sposa,
l’onda furibonda in fondo non mi manderà.
E il presagio oscuro delle carte che ci spaventò
nella mia nuova casa non c’è.

Distesa infinita bagnata di luce di primavera,
Sciame di corvi come uno stormo di gabbiani, e io?
Io sono felice dell’essere naufrago in mezzo al mare
ché la burrasca è gentile.

Vita generosa mia velenosa spina di rosa
l’onda furibonda in fondo non mi manderà.
E il presagio oscuro delle carte
che ci spaventò nella mia nuova casa non c’è.

Vita generosa mia luminosa promessa sposa,
l’onda furibonda in fondo non mi manderà.
E il presagio oscuro delle carte
che ci spaventò …
nella mia nuova casa non c’è

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Fiorile

Versi: Luca Basso.
Musica: Poldo Sebastiani, Luca Basso

Quale motivo? Quale amore d’esser vivo
Sta impigliato nei miei riccioli castani?
È speranza nuda, è sogno di qualcosa,
È respiro di quest’anima sorpresa
dalla rincorsa di una brezza adolescente:
m’innamoro di tutto
e non mi importa niente.

Coriandolano i mandorli fioriti
Sul sagrato luminoso del mattino,
Sorridono e sospirano gli anziani
In questa terra finalmente liberata
Ché siamo stati a un passo dalla resa…
invece no.

Mi lascio derubare d’ore intere dalla primavera:
Sono un gatto al sole, sono un gatto al sole.
E leggo il mondo negli sguardo verde del mio giovane amore,
Sono un gatto al sole, sono un gatto al sole.

Quale visione, quale brivido sottile
in tutto questo passeggiare femminile !
È un incantesimo, è un miracolo minore
a rallentare il corso delle ore:
Libero vita, in libero sentiero,
Libera strada in libero pensiero.

Cuore brigante, dita di scrittore
Vi restituisco all’amore.
Caro diario compagno clandestino
Ti chiudo con queste ultime parole:
“Oggi, nel primo giorno di fiorile
Siamo andati fuori
A guardare il sole”.

Mi lascio derubare d’ore intere dalla primavera:
Sono un gatto al sole, sono un gatto al sole.
E leggo il mondo nello sguardo verde del mio giovane amore,
Sono un gatto al sole, sono un gatto al sole.

Mi lascio derubare d’ore intere dalla primavera:
Sono un gatto al sole, sono un gatto al sole.
E leggo il mondo nello sguardo verde del mio giovane amore,
Sono un gatto al sole, sono un gatto al sole.

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Dolenda Carthago

Versi: Stefano di Lauro, Luca Basso.
Musica: Poldo Sebastiani, Luca Basso.

Dolenda Carthago
dove vuoto suona voci di veggenza
sui rivolti chiarogrigi della petra
Luminose
certe sere quando indora
quanto resta certo sole
d’aria d’oro senza l’ora

Desolanda
nel deserto nel colore
quando scura
slabbra versi di bruciore
senza rima
Liberata
sul destarsi della voce
madreterra
nel sussulto di Pandora
si assapora

Amore d’acqua sete al cuore
vento in gola psiche e amore
Di sale in miele di prima voce
Dove fonte trova foce
Solitudine e tormento
di un pensiero controvento
incontro al mare

Arsi tesi
nostro tempo mio riposo
versincanto
buona luna cielo stanco
suona notte

sul silenzio
rivedersi sine mente
sposa sola
carne bruna carne rosa
poi più niente

Amore d’acqua sete al cuore
vento in gola Psiche e Amore
Di sale in miele di prima voce
Dove l’onda trova pace
Solitudine e tormento
di un pensiero controvento
incontro al mare

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Al Safar

Versi: Luca Basso.
Musica: Giuseppe Berlen, Poldo Sebastiani,
Vito Ottolino, Luca Basso.

Stazione di una piccola città italiana,
potrebbe essere la tua:
fiori cresciuti tra i binari,
li sento profumare, al partire del treno.

Profumo acceso d’incenso, odore intenso di marijuana
e come una confusione nei pensieri.
Per la voce dello studente musulmano
accordo il senso alle parole, il suo silenzio col mio.

Acqua ragia per lavarmi il viso,
passa l’anima randagia sul cammino clandestino.
Torno al posto dove non sono mai stato,
mordo il freno, bevo aceto, abbraccio il macadam.

Passano le voci nella sera,
un’altra volta passo la frontiera.
C’era una promessa confidata, amore,
te ne sei dimenticata.

Passa il vento,
passano le lune e passa la mia ultima occasione.
Lacrima di seta disegnata:
malestro, malincuore, malavita.

Un animale in gabbia: io non so vivere così,
questa casa va a fuoco! Questo vicolo è cieco!

Come lontana casa mia, come era bianca l’Algeria
e come è scuro il muro della gendarmeria.

Dalla mia lucida amnesia, dalla mia
fioca nostalgia non fatevi ingannare,
reticenza o amnesia che sia
non so, non mi ricordo, non vi voglio dire.

Passano le voci nella sera,
un’altra volta passo la frontiera
Cenere d’un canto viaggiatore:
malestro, malavita, malincuore.

Passa il treno, passa la bufera,
passa sempre troppo lenta la paura.
C’era una falena incatenata:
malestro, malincuore, malavita.

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Case portoghesi

Versi: Luca Basso.
Musica: Marcello Colaninno, Toni Dedda.

Se fossi un navigatore affaticato dall’Otremare
Alla visione del primo Tejo di Lisboa
Penserei di questa Europa:
“È una signora molto gentile, ma troppo leggera…”

Bella ragazza capoverdiana: ornamento del mondo,
rosso della ciliegia nel bicchiere, polena persa per mare,
lo vedi ? È tutto un baratto sentimentale:
io ti do amore tu mi ricambi nostalgia…

La casa portoghese già la vedo dal cielo
e già dal cielo viene incontro a braccia tese
Di nuovo mi seduce l’avventura
e questa notte appena nata già mi appare illuminata.

L'anziano nero che questa sera lava i gradini della stazione
serenamente fischia un motivo che riconosco.

malinconico assolo, Concerto d’un esule anche il mio
e non mi rimane che perdere il treno

La casa portoghese già la vedo dal cielo
e già dal cielo viene incontro a braccia tese
Di nuovo mi seduce l’avventura
e questa notte appena nata già mi appare illuminata.

“E per favore non fatemi foto a colori.”

La casa portoghese già la vedo dal cielo
e già dal cielo viene incontro a braccia tese
Avanza ancora navigatore
affaticato dall’Otremare

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Diario di un seduttore

Versi: Stefano di Lauro, Luca Basso.
Musica: Poldo Sebastiani, Luca Basso.

Metto gli occhi del lupo
e ti busso alla porta,
col vestito migliore: arabeschi e plissé.
Le mie scarpe vernice consumate di suola
nelle alcove del tempo con la stessa viltà.

Il mio sguardo bistrato, lingua d’ostrica amara
i capelli di talco ed il sale di lei.
Una raffica bianca è congedo d’autore,
lei che ride nel sonno, la carrozza che va.

La passione, come sai, è rosa fredda
che del vuoto vuol fare preghiera:
barca veloce su laguna nera
nella nebbia fugge via

E la passione, come sai, è un vino caldo,
una donna d’occasione,
ed io confuso dal suo sesso bifocale
dalla donna che miagola in me.
Dalla donna che infine non c’è.

Metto l’abito buono, un cipiglio d’attore,
e la mia cortesia per il suo decolté.
E l’elenco s’accresce d’una nuova sconfitta
d’una nuova promessa, d’una nuova città

La passione, come sai, è rosa fredda
che del vuoto vuol fare preghiera:
stella cadente, notte di galera,
dell’intero la metà.

E la passione, come sai, è un vino caldo,
ubriachezza vertiginosa.
Luna calante, abito da sposa,
sconosciuta identità.
Per la donna che ancora non sa.

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