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Scrittori importanti come Dacia Maraini, Michele Serra e Fernanda Pivano, solo per citarne alcuni, hanno speso parole lusinghiere per i testi dei Fabularasa. Una scrittura estremamente personale quella di Luca Basso (lo "scrittore che canta" come hanno scritto alcuni), che per i Fabularasa sceglie temi diversi: brani di ispirazione civile (Fiorile - Premio Recanati 2005, Al safar, Allende" - Premio Amnesty 2004), momenti pił intimi di introspezione e ricordo personale ("Il campo dei girasoli", "Case prostoghesi", "Lontano amore", "Diario di un seduttore"), riflessioni sulle comuni radici della cultura del Mediterraneo ("Dolenda Carthago" scritta a quattro mani con lo scrittore Stefano di Lauro), storie spensierate e leggere ("Una giornata serena").
Una giornata serena
Versi: Luca Basso.
Musica: Vito Ottolino, Luca Basso
L’anziano romanziere si porta a spasso sul lungomare:
“Luce dal sole acqua dalle rose,
questa mattina voglio stare bene !”
La signorina mostrava una vita spericolata
e il diabolico movimento del suo pur giovane sentimento
non era difficile immaginare.
Lui guardò dritto negli occhi quei fianchi
e pensò di volerli accompagnare.
Cosa mi fai, cosa mi fai bella sirena
Che socchiudi gli occhi mentre mi sorridi?
È una carezza la fantasia, è audace il gioco della fortuna
in questa magnifica giornata serena.
“Stilla di brina stella marina dove vai?”
“Vado a mordere il centro della vita,
a vedere il mondo, a scegliermi il destino.”
“Ovunque andrai che il cielo accompagni e benedica
la danza allegra del tuo passare, il tuo profumo di gioventù
per una lunga strada.
E siano cuori da innamorare
e sia romanzo da raccontare…”
Cosa mi fai, cosa mi fai bella sirena
Che socchiudi gli occhi mentre mi sorridi?
È una carezza la fantasia, è audace il gioco della fortuna
in questa magnifica giornata serena.
Cosa mi fai, cosa mi fai bella sirena
Che socchiudi gli occhi mentre mi sorridi?
È una carezza la fantasia, è audace il gioco della fortuna
in questa magnifica giornata serena,
in questa magnifica giornata serena,
in questa magnifica giornata … serena.
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Allende
Versi: Luca Basso.
Musica: Marcello Colaninno,
Poldo Sebastiani, Luca Basso.
Per le strade, fino a ieri insanguinate,
adesso giocano i bambini
e in cielo, dopo il fumo dei fucili,
ora si vedono i gabbiani.
Un tempo avrei ceduto alla paura, ora non più.
Ché il mio paese è un bimbo
che impara a camminare
a passi incerti sulla sabbia
sulla riva deserta del mare:
ne sono fiero.
Io non lo so se la mia strada era segnata,
Certo era l’unica che conoscevo.
Io non lo so se la mia strada era segnata,
Ma è stato come per quel legno
che si svegliò violino.
Una voce lacrimogena
canta a uno spasimo di fisarmonica
La faccia intenta dei danzatori
disegna il bilico d’una pavana.
No, per favore per me né lacrime né fiori,
ho solo letto lo spartito della vita
a prima vista, tutto d’un fiato,
come veniva: un obbligato, un ostinato...
E non lo so se la mia strada era segnata,
Certo era l’unica che avrei voluto
Io non lo so se la mia strada era segnata,
Ma è stato come per quel legno
che si svegliò violino.
Io non lo so se la mia strada era segnata,
Ma era la strada di quel vento
che mi svegliò destino…
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Lontano amore
Versi: Luca Basso.
Musica: Marcello Colaninno, Luca Basso.
Passa il tempo,
Si consumano gli steli dell’incenso
E io, di queste sere, faccio pensieri scuri
E densi come fumo.
Ti ricordi
Delle ore dell’amore di nascosto? Sottovento?
Io non mi pento.
Tarda la notte dentro le mie stanza
Che furono per te prigione e approdo,
la dolce sera.
E ora,
che le mie braccia perdono
memoria dei tuoi fianchi,
ora che è tardi come mi manchi.
Lontano amore: un ritratto fatto sul vapore,
una storia di pochissime parole
Lontano amore:un ritratto fatto sul vapore,
una storia di pochissime parole
Lontano amore.
Passa il tempo,
Si consumano nel fuoco i sentimenti
E sono giorni duri e desideri.
E non ritornano le tue vertigini, le tue risate d’oro
Che furono per me ferita e cura,
la dolce sera.
E ora,
che le mie labbra perdono
memoria del tuo viso,
la porta resta chiusa.
Lontano amore: un ritratto fatto sul vapore,
una storia di pochissime parole
Lontano amore:un ritratto fatto sul vapore,
una storia di pochissime parole
Lontano amore.
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Il campo dei girasoli
Versi: Luca Basso.
Musica: Poldo Sebastiani, Luca Basso.
Quale bellezza semina il campo dei girasoli,
insinuando la leggerezza sentimentale?
Il mio pensiero è una bottiglia, è una candela,
Tanto per ora non piove…
La solitudine di questi giorni della mia vita
è ricompensa per la passata confusione:
anche il silenzio ha una sua musica misteriosa,
ma se la cerchi non suona
Vita generosa mia luminosa promessa sposa,
l’onda furibonda in fondo non mi manderà.
E il presagio oscuro delle carte che ci spaventò
nella mia nuova casa non c’è.
Distesa infinita bagnata di luce di primavera,
Sciame di corvi come uno stormo di gabbiani, e io?
Io sono felice dell’essere naufrago in mezzo al mare
ché la burrasca è gentile.
Vita generosa mia velenosa spina di rosa
l’onda furibonda in fondo non mi manderà.
E il presagio oscuro delle carte
che ci spaventò nella mia nuova casa non c’è.
Vita generosa mia luminosa promessa sposa,
l’onda furibonda in fondo non mi manderà.
E il presagio oscuro delle carte
che ci spaventò …
nella mia nuova casa non c’è
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Fiorile
Versi: Luca Basso.
Musica: Poldo Sebastiani, Luca Basso
Quale motivo? Quale amore d’esser vivo
Sta impigliato nei miei riccioli castani?
È speranza nuda, è sogno di qualcosa,
È respiro di quest’anima sorpresa
dalla rincorsa di una brezza adolescente:
m’innamoro di tutto
e non mi importa niente.
Coriandolano i mandorli fioriti
Sul sagrato luminoso del mattino,
Sorridono e sospirano gli anziani
In questa terra finalmente liberata
Ché siamo stati a un passo dalla resa…
invece no.
Mi lascio derubare d’ore intere dalla primavera:
Sono un gatto al sole, sono un gatto al sole.
E leggo il mondo negli sguardo verde del mio giovane amore,
Sono un gatto al sole, sono un gatto al sole.
Quale visione, quale brivido sottile
in tutto questo passeggiare femminile !
È un incantesimo, è un miracolo minore
a rallentare il corso delle ore:
Libero vita, in libero sentiero,
Libera strada in libero pensiero.
Cuore brigante, dita di scrittore
Vi restituisco all’amore.
Caro diario compagno clandestino
Ti chiudo con queste ultime parole:
“Oggi, nel primo giorno di fiorile
Siamo andati fuori
A guardare il sole”.
Mi lascio derubare d’ore intere dalla primavera:
Sono un gatto al sole, sono un gatto al sole.
E leggo il mondo nello sguardo verde del mio giovane amore,
Sono un gatto al sole, sono un gatto al sole.
Mi lascio derubare d’ore intere dalla primavera:
Sono un gatto al sole, sono un gatto al sole.
E leggo il mondo nello sguardo verde del mio giovane amore,
Sono un gatto al sole, sono un gatto al sole.
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Dolenda Carthago
Versi: Stefano di Lauro, Luca Basso.
Musica: Poldo Sebastiani, Luca Basso.
Dolenda Carthago
dove vuoto suona voci di veggenza
sui rivolti chiarogrigi della petra
Luminose
certe sere quando indora
quanto resta certo sole
d’aria d’oro senza l’ora
Desolanda
nel deserto nel colore
quando scura
slabbra versi di bruciore
senza rima
Liberata
sul destarsi della voce
madreterra
nel sussulto di Pandora
si assapora
Amore d’acqua sete al cuore
vento in gola psiche e amore
Di sale in miele di prima voce
Dove fonte trova foce
Solitudine e tormento
di un pensiero controvento
incontro al mare
Arsi tesi
nostro tempo mio riposo
versincanto
buona luna cielo stanco
suona notte
sul silenzio
rivedersi sine mente
sposa sola
carne bruna carne rosa
poi più niente
Amore d’acqua sete al cuore
vento in gola Psiche e Amore
Di sale in miele di prima voce
Dove l’onda trova pace
Solitudine e tormento
di un pensiero controvento
incontro al mare
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Al Safar
Versi: Luca Basso.
Musica: Giuseppe Berlen, Poldo Sebastiani,
Vito Ottolino, Luca Basso.
Stazione di una piccola città italiana,
potrebbe essere la tua:
fiori cresciuti tra i binari,
li sento profumare, al partire del treno.
Profumo acceso d’incenso, odore intenso di marijuana
e come una confusione nei pensieri.
Per la voce dello studente musulmano
accordo il senso alle parole, il suo silenzio col mio.
Acqua ragia per lavarmi il viso,
passa l’anima randagia sul cammino clandestino.
Torno al posto dove non sono mai stato,
mordo il freno, bevo aceto, abbraccio il macadam.
Passano le voci nella sera,
un’altra volta passo la frontiera.
C’era una promessa confidata, amore,
te ne sei dimenticata.
Passa il vento,
passano le lune e passa la mia ultima occasione.
Lacrima di seta disegnata:
malestro, malincuore, malavita.
Un animale in gabbia: io non so vivere così,
questa casa va a fuoco! Questo vicolo è cieco!
Come lontana casa mia, come era bianca l’Algeria
e come è scuro il muro della gendarmeria.
Dalla mia lucida amnesia, dalla mia
fioca nostalgia non fatevi ingannare,
reticenza o amnesia che sia
non so, non mi ricordo, non vi voglio dire.
Passano le voci nella sera,
un’altra volta passo la frontiera
Cenere d’un canto viaggiatore:
malestro, malavita, malincuore.
Passa il treno, passa la bufera,
passa sempre troppo lenta la paura.
C’era una falena incatenata:
malestro, malincuore, malavita.
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Case portoghesi
Versi: Luca Basso.
Musica: Marcello Colaninno, Toni Dedda.
Se fossi un navigatore affaticato dall’Otremare
Alla visione del primo Tejo di Lisboa
Penserei di questa Europa:
“È una signora molto gentile, ma troppo leggera…”
Bella ragazza capoverdiana: ornamento del mondo,
rosso della ciliegia nel bicchiere, polena persa per mare,
lo vedi ? È tutto un baratto sentimentale:
io ti do amore tu mi ricambi nostalgia…
La casa portoghese già la vedo dal cielo
e già dal cielo viene incontro a braccia tese
Di nuovo mi seduce l’avventura
e questa notte appena nata già mi appare illuminata.
L'anziano nero che questa sera lava i gradini della stazione
serenamente fischia un motivo che riconosco.
malinconico assolo, Concerto d’un esule anche il mio
e non mi rimane che perdere il treno
La casa portoghese già la vedo dal cielo
e già dal cielo viene incontro a braccia tese
Di nuovo mi seduce l’avventura
e questa notte appena nata già mi appare illuminata.
“E per favore non fatemi foto a colori.”
La casa portoghese già la vedo dal cielo
e già dal cielo viene incontro a braccia tese
Avanza ancora navigatore
affaticato dall’Otremare
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Diario di un seduttore
Versi: Stefano di Lauro, Luca Basso.
Musica: Poldo Sebastiani, Luca Basso.
Metto gli occhi del lupo
e ti busso alla porta,
col vestito migliore: arabeschi e plissé.
Le mie scarpe vernice consumate di suola
nelle alcove del tempo con la stessa viltà.
Il mio sguardo bistrato, lingua d’ostrica amara
i capelli di talco ed il sale di lei.
Una raffica bianca è congedo d’autore,
lei che ride nel sonno, la carrozza che va.
La passione, come sai, è rosa fredda
che del vuoto vuol fare preghiera:
barca veloce su laguna nera
nella nebbia fugge via
E la passione, come sai, è un vino caldo,
una donna d’occasione,
ed io confuso dal suo sesso bifocale
dalla donna che miagola in me.
Dalla donna che infine non c’è.
Metto l’abito buono, un cipiglio d’attore,
e la mia cortesia per il suo decolté.
E l’elenco s’accresce d’una nuova sconfitta
d’una nuova promessa, d’una nuova città
La passione, come sai, è rosa fredda
che del vuoto vuol fare preghiera:
stella cadente, notte di galera,
dell’intero la metà.
E la passione, come sai, è un vino caldo,
ubriachezza vertiginosa.
Luna calante, abito da sposa,
sconosciuta identità.
Per la donna che ancora non sa.
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